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Terremoto in Abruzzo: i soccorsi, l’umanità, la speranza – Seconda Parte 13

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Seconda ed ultima parte del reportage fotografico in Abruzzo.

Continua in questo post il reportage fra i luoghi e la gente colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. A quasi un mese di distanza dalla sciagura, quando ormai l’emergenza sembra essere finita, è nostro dovere non dimenticare le persone colpite da questo triste destino.

Aldilà della retorica, aldilà dei sensazionalismi, la vita procede nel ricordo di una casa (magari ormai irrimediabilmente distrutta) e nell’attualità delle tendopoli. Qualcuno tornerà entro il mese in una di quel circa 50% di abitazioni agibili, altri sperano di poter passare il prossimo inverno almeno in delle piccole strutture prefabbricate.

Guarda anche la prima parte del reportage


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There are 13 comments for this post

  1. Kristina-Montenegro scrive:

    Pictures are great! Human pain, suffering and chaos through the lens …Bravo!

  2. Mario scrive:

    I’m sorry to say your photos look all too familiar. We got hit with a 6.2 at the beggining of january. I have a few photos up on the blog from back then. About a week ago they finally cleared the roads and I made it to ground zero… and the photos that I’ll put up, probably next week, look a lot like yours. Shame we have to see these things, but it’s a force of nature… part of the cycle.

  3. italida scrive:

    delle ultime due gallery, questa è quella che preferisco…. sono cmq tutte foto molto intense e mi piacciono proprio perchè, oltre alla loro intensità, secondo me raccontano i fatti con il dovuto rispetto e con discrezione e sobrietà… è come trovarsi lì e osservare in silenzio tutto quello che succede… o almeno, a me sembra così. Poi non sono nessuno per dirlo, ma secondo me hai fatto proprio un ottimo lavoro :)

  4. david la tache scrive:

    A great thank you to Kristina from Montenegro and Mario from Colombia. Your pictures are so impressive too!

    Lyonora, grazie di cosa? ho voluto condividere con voi le immagini che hanno visto i miei occhi… ed ho cercato di farlo con la massima discrezione verso ciò che guardavo.

    Italida, riprendo un tuo passaggio “raccontano i fatti con il dovuto rispetto e con discrezione e sobrietà… è come trovarsi lì e osservare in silenzio tutto quello che succede…” è quello che intendevo fare, se è giunto questo messaggio allora si, credo di potermi ritenere soddisfatto.

  5. gibilix scrive:

    riesci a cogliere il contrasto tra la vita e la distruzione in maniera efficacissima, complimenti.

  6. misterios scrive:

    Mi scuso se non riporto la mia mail reale, ma è per dire che molti non immaginano quanto ci stiano marciando sopra a questo terremoto. Appalti su appalti, imprese, giro di vite, tan*** varie.
    Vi garantisco che il disastro è una cosa voluta.

  7. CattivaMaestra scrive:

    Abruzzo, a un mese dal sisma…

    Sembra quasi paradossale parlare di fotografie quando il tema è un terremoto. Una foto fissa un istante e lo rende per sempre immobile, cristallizzato, un sisma invece fa l’esatto contrario. Con la sua inseparabile macchina fotografica, Davide Macchi…

  8. anecòico scrive:

    davvero molto suggestiva la 15esima foto: ci sono le case diroccate, le montagne d’abruzzo e un soccorritore che in questo caso è anche fotografo e dunque doppiamente testimone dell’evento… infine è molto felice anche dal punto di vista artistico non solo per la composizione, ma anche per le luci a la distribuzione dei piani nell’immagine

    bravo david! ;)

  9. BlueShiny scrive:

    Complimenti sono tutte foto molto profonde. magari alcune sono simili a quelle che girano quotidianamente alla tv però devo dire che altre colpiscono davvero, in particolare lo scatto della maschera e i volti dei vigili del fuoco. Raccontare un disastro come questo non è facile..ma per quanto difficile che sia tu ci sei riuscito ;) Ancora complimenti..un bacio

  10. david la tache scrive:

    Ragazzi, grazie mille a tutti!

  11. marco B. scrive:

    Ben fatte, foto documentaristiche di quel preciso momento in cui sono state scattate, non ci vedo malizia, non ci vedo nessuno sciacallaggio come spesso capita anzi…..vedo qualcosa di molto diverso da questo, ci sono foto di particolari come il foglio degli oggetti recuperati piuttosto che lo stemma dell’esercito o un bel ritratto di un vigile del fuoco stremato di lavoro. Mi sembra che in questo reportage ci sia la voglia di documentare piu’ il lavoro che c’è dietro alla tragedia piuttosto che la tragedia in se stessa che avrebbe sicuramente documentato se avesse voluto strappare la “lacrimuccia retorica”..
    Le foto con le crepe ed i danni mi sembrano una piccola percentuale rispetto a tutto il resto e rispetto al significato del reportage.
    Ripeto, mi ha trasmesso voglia di solidarietà, voglia di tornare a galla ad una vita di nuovo normale, BRAVO!!!

  12. Davide Macchia scrive:

    quel giorno… tanti eventi, tutti insieme! voi cosa ricordate?

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